In quest'occasione, che rappresenta uno dei momenti più sentiti della tradizione di Monterubiaglio, l’uva appena raccolta viene riposta nel Bigonzone, dove ha luogo la pigiatura, svolta rigorosamente a piedi nudi, rievocando gesti antichi che parlano di vendemmie condivise, di fatica e di festa, quando il vino era il frutto di un lavoro collettivo e di una comunità unita.
Conclusa la pigiatura, il Bigonzone viene sigillato con il cemento e trasferito nella cantina, dove il mosto viene lasciato a riposare e a trasformarsi lentamente, accompagnato dall’attesa e dai racconti che si tramandano di anno in anno.
Sarà poi nel mese di novembre che il Bigonzone tornerà al centro della vita del paese, quando verrà riportato in piazza in occasione della festa a lui dedicata, momento in cui, finalmente, si potrà assaggiare il vino novello, celebrando insieme la fine del ciclo della vendemmia e rinnovando un rito che continua a tenere vivo il legame con la terra e con le tradizioni di Monterubiaglio.